Roberto's profileQuanno er sole s'addormePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Voi come le bestieVoi uomini bastardi,
pronti a criticare.
Vermi!
Siete esseri senza onore.
Mi osservate come falchi
che cercano il coniglio fra le erbe,
mi seguite come un toro in un rodeo,
se cado mi passate sopra.
Colpite in gruppo
come gli sciacalli
ma siete furbi come volpi
perchè lavorate uniti
come le formiche
Sapete esser lenti come koala
e veloci come aquile in picchiata,
avete artigli da leone
e zanne da lupi.
Vi nascondete come camaleonti
e agite allo scoperto come i pettirossi.
Vi nascondete di notte
imitando le pantere,
siete pazienti più dei ragni
che attendono l'insetto nella tela.
Ma presi da soli
siete innoqui come le api
costrette a morire per una misera puntura
ed è per questo che morirete,
perchè vi ucciderò uno ad uno,
come un cecchino vi seguirò
e vi farò fuori.
Preparatevi a piangere lacrime di coccodrillo.
vi sgozzerò come maiali.
Vermi bastardi!
4/02/2002 L'ultimo viaggioIl giovane scese da cavallo,
busso alla porta
e si chinò.
Un uomo anziano gli aprì
"Salute a voi. Come vi chiamate?"
"Il mio nome è Falcon"
Rispose con voce tremante.
" Vieni da lontano,
per quale motivo?"
Il ragazzo rispose
alzando lo sguardo
"Non so nulla di voi,
ma mi è apparso in sogno."
L'anziano rimase fermo,
imperterrito.
"Chi?"
"Il suo libro"
Fu allora
che il vecchio comprese
che doveva dirgli tutto
e facendolo alzare
lo invitò ad entrare.
La casa era scura
e piena di insetti,
il giovane si guardò attorno
ignaro che il vecchio
non c'era più.
Sbirciando nella biblioteca
vide il libro del sogno
"Cos'è?"
"Un libro di magia."
Il giovane sobbalzò
lasciando cadere il libro,
la voce proveniva dalla stanza
non più dal vecchio.
"Cosa vuoi da lui?"
Falcon rimase senza parole.
"Sei innamorato?"
"Oh si, di una splendida fanciulla."
La voce continuò a parlare
riempiendo il vuoto della casa
"Non esistono pozioni
per far amare."
"Ed io non te ne chiedo."
Ribatté il giovane
"voglio qualcosa
che le faccia ricordare
il mio grande amore
quando non ci sarò."
"Non chiedi una semplice cosa.
Apri il libro!"
Il ragazzo si rimise in piedi,
afferrò piano il libro
e lo aprì a metà.
Si accorse che le altre pagine
erano bianche come latte
solo la prescelta
era scritta.
"C'è scritto -Ultimo viagio-"
La voce taque
poi irruppe
"Vuoi farlo?"
Falcoon non sapeva
cosa lo aspettava.
La voce gli chiese:
"Cosa ti turba?"
"Ho molte domande
che mi assillano"
"Non risponderti!"
La voce sembrava pacata
"L'amore
fa tante domande
ma non risponde mai."
falcon si fece coraggio.
"Si, voglio provare!"
La voce alzò il tono,
quasi urlava
"Mille ostacoli troverai
e non potrai evitarli,
li dovrai affrontare;
potresti morire.
Se fallirai
sarà tutto inutile"
Poi si placò
"La morte libera la gola dalla sete,
la bocca dalle parole,
la mente dal pensiero,
i piedi dalla terra...
ma non ti libererà
l'anima
dallo strazio
di amare inutilmente."
ma Falcon era convinto
"La morte
è un debito
che non ho ancora voglia
di pagare.
Fuori calò il sole
ma all'interno
dominò la luce.
La stanza, ora,
appariva bella, quasi irreale.
"Se un lupo ti ferirà,
chiamerà l'intero branco
e ti finiranno insieme."
"I miei arceri mi salveranno,
e ad ogni freccia
comporranno una rima
per ricordarne
il numero scagliato
e addolcirne la morte."
La voce lo interruppe
"Folle!" e si calmò
"Se uno di essi
metterà piede
nella terra santa,
tutti gli altri moriranno
e lui sarà condannato
a vivere col rimorso."
Il giovane cercò
di calmare la voce
"Non importa,
andrò solo!
la solitudine
non è un disonore.
Un singolo uomo
può arrivare
dove cento guerrieri
non riescono."
La voce lo avvertì
"Non armarti
di spada e scudo,
ma di fortuna."
Il ragazzo
era sempre più sicuro di sé,
cominciò a vantarsi
"Se si è nati senza
non se ne ha il bisogno."
La voce sorrise
e lo richiamò
"Sei deciso ragazzo,
ma non sentirti un leone
prima di partire."
ma l'ormai maggiorenne
seppe rispondergli
"Perchè dovrei?
Un leone, forse,
non può avere invidia
nei confronti di un'allodola?"
Poi chiese della missione
"Cosa ti devo portare?"
La voce tornò impietosa,
aveva rispetto
di ciò che stava per nominare.
"Pelli di coccodrillo sacro.
ma fai attenzione ad essi,
sono così grandi
che uno solo
può sfamare un villaggio,
due, lo radono al suolo."
Il giovane uscì alla svelta
salì sul cavallo e andò,
e più si allontanava
più urlava:
"Per lei tornerò
con pelli di coccodrillo,
ne porterò per te
e per i miei stivali.
Tingi i suoi occhi di nero
e attendi il mio ritorno."
Il vecchio era fuori la porta
e lo salutava,
sorridendo,
speranzoso,
feluce per lui,
ma triste per il suo futuro.
24/04/2001 L'ultima spiaggiaSento 'na rabbia che sale dar fonno,
pijerei a carci er muro, spaccherei er monno,
Eppure pe' quanto continuo a sforzamme,
nun riesco ancora a capacitamme
de come abbia fatto a perde la testa
ner giro de 'n ora fori a 'na festa.
Quer vestito orientale tutto celeste
tutta de seta co' solo la veste.
Ricordo bene che fredda faceva
seduti vicini mentre pioveva.
Tu me parlavi, volevi attenzione
io t'ascoltavo, nun perdevo accasione
pe' spenne 'n occhiata addosso ar vestito
e più te guardavo più n'ero invachito.
Certo, si penso a quei tempi lontani
in cui ballavamo sui palchi romani...
a me, a ditte er vero, già me piacevi
solo che allora nun te n'accorgevi,
a quei tempi però ero impegnato
e io er tradimento l'ho sempre sprezzato,
avrò pure sbajato in quell'occasione
ma io nun sò bono a tradì le persone.
Lei lo sapeva e 'gni settimana
diceva: " Vai pure alle prove dalla brasiliana!"
Io ce scherzavo, che voi che facevo?
A daje ragione come potevo?
Te ricordi alla spiaggia? Tutta abbronzata,
cor sole sur corpo e lo sguardo da fata...
Pe scenne co' voi nun annavo a lavoro,
stà 'n ora co' te pe' me era oro.
Ricordo che a vorte manco scennevi,
quasi sempre, a dì er vero, chissa dove annavi...
De te me ricordo 'gni sfumatura,
'gni frase, 'gni gesto, 'gni coloritura.
Quanno, pe' ditte, fori ar cortile,
ridevo e scherzavo poggiato ar sedile,
poi sei arrivata cor sole sur viso
te sei messa seduta e m'hai fatto un sorriso,
sembravi contenta, volevi parlare,
poi vidi le foto sul cellulare:
bella è dì poco, 'n angelo eri!
Ero svotato da tutti i pensieri.
Tu me parlavi, nun so che dicevi,
ero più assente de quanto credevi.
Mò, se chiudo l'occhi, ancora le vedo:
le foto, er servizio, e ancor nun ce credo.
Adesso te chiedo: " Senza pensacce,
decidilo tu de sto fojo che facce,
buttalo a fiume, facce 'n quadretto,
facce coriandoli o tiettelo stretto."
A me nun me devi dà spiegazioni,
non ci saranno altre occasioni,
quindi vojo che mò scegli tu
se semo du' amici o quarcosa de più!
21 / 4 / 2007
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