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日志


Il mondo che vorrei

Io non voglio un mondo che non c'è, voglio un mondo che sia mio.
Voglio un gatto bianco e un cane abbandonato, voglio una casa nuova e una macchina usata... beh... anche il contrario andrebbe bene.
Voglio un uomo che si sforzi di capire ciò che non capirà mai, che si accorga se sono triste e non se cambio il taglio di capelli...
Sono stanca degli uomini duri, ne ho abbastanza di nervi tesi, muscoli contratti, pugni chiusi e mani aperte. Sono stanca di vedere volti sformati da una smorfia di piacere, di un piacere troppo fisico da condividere, un piacere che raramente si sono anche solo sforzati di regalarmi.
Il mondo che vorrei è lontano anni luce dal mondo che conosco, tanto lontano da non riuscire neanche ad immaginarlo il mondo che vorrei.
sarebbe bello poterlo immaginare... ma come faccio io ad immaginare un mondo pieno di colori? Io che non vedo che odio e menefreghismo, io che ho scoperto con largo anticipo ciò che una donna deve temere di un uomo, io che invidio quelle donno che non lo scopriranno mai... io che non so farmene una ragione.
a me chi ha donato la vita me l'ha tolta, sapendo e restando indifferente, lasciandomi rancori, paure ed ombre di piombo che non mi lasceranno mai.
Sono stata punita di non avere colpe.
Sono stata privata del diritto sacro di scoprire e di scoprirmi.
Sono stata privata dei baci innocenti, delle carezze senza malizia, degli sguardi che celano un desiderio, fisico ed etereo, un desiderio che ho sempre desiderato.
Sono stata privata del timore di lasciarmi andare alla tenera bugia di un giovane zelante e cadere tra le sue braccia e stringerlo soffrendo e piangere e guardarmi allo specchio e vedermi... diversa... io che diversa mi son sempre sentita. Forse perché ho pianto la prima volta e la seconda e la terza e via... giù a piangere nel buio sola, senza lacrime, sotto i colpi incessati dati a ritmo calzante e perpetuo e incessante e infinito, colpi che ti rimangono in testa e continuano a colpire e ogni volta piangevo e piangendo imploravo un aiuto da mia madre... poi, un giorno, la vidi... era lì, impassibile, priva di forma, guardava priva di sguardo e muoveva le labbra ma io non la sentivo... e giù... a piangere... ancora... ancora... ancora...
Nel mondo che vorrei si piange una volta sola. Nel mondo che vorrei non si urla, si geme! Nel mondo che vorrei puoi fidarti di uomo, puoi credere alle sue bugie, puoi illuderti che sia diverso, puoi amare e sperare di soffrire perché se soffri hai vissuto, hai osato, hai sbagliato e capito.
Nel mondo che vorrei si sbaglia volentieri, non si mente per paura di dire la verità, si mente per donare una verità migliore, si mente per regalare un sogno o per difendere una carezza, un bacio, uno sguardo ardente e un desiderio di libertà!
 
                                                                                                   31/08/2009
                                                                                                  Del Prete Roberto