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Roberto Del Prete

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L'ultimo sognatore sulla terra...

Quanno er sole s'addorme

Ti auguro di avere sempre il vento in poppa, che il sole ti splenda in viso e che i sogni ti accompagnino a ballare con le stelle

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Chiacchiere

Un uomo non è saggio perché scrive bene...
Un uomo non è saggio se dà buoni consigli, se predica bene, se porta una barba bianca o se vive in raccoglimento... un uomo è saggio se sa tacere al momento opportuno ed io taqui!
Non dissi di essere attratto da te quando lo ero e un'altra donna condivideva il mio letto...
Non dissi di essere innamorato di te quando quella donna svanì e ti corteggiai per dieci lunghi mesi aspettando il giorno che smettessi di vedermi come un amico...
Non dissi di essere deluso da te quando lasciai l'altra per correre tra le tue braccia prima che tu cadessi in quelle di qualcun'altro per poi essere lasciato dopo sette giorni perché Londra ti aspettava e non valeva la pena di stare insieme per due o tre mesi...(devi ancora spiegarmi il vero motivo) promisi di esserci al tuo ritorno e mantenni la promessa solo che al tuo ritorno tu non c'eri più e l'ultima volta che ti ho vista prima della partenza venni da te per darti il regalo di Natale, tu non lo apristi neanche, mi salutasti in modo furtivo e ti allontanasti ed io non dissi nulla, capii e taqui...
Io che se qualcuno mi chiedeva se avevo fatto l'amore con te ero fiero di rispondere in modo negativo perché con te era diverso, stavo bene con te senza neanche sfiorarti, "è un rapporo sincero!" rispondevo, "qualcosa che non ho provato mai".
Io che se qualcuno mi chiede oggi che fine hai fatto rispondo: "Sta bene, sta a Verona, torna ogni tanto ma non mi chiama mai!"
Io che quando ho letto i tuo nome sul cellulare stamattina volevo chiamarti e invece, come per magia, mi hai chiamata tu ed ero felice di ciò. Perché a volte ancora ti penso, leggo i tuoi scritti e non li commento mai, guardo le tue foto sorridente e me ne rallegro, in fondo sei felice e io sono contento di ciò.
Io che quando ho capito il perché della tua telefonata mi si sono girati gli occhi, non perché qualche coglione sparla di me, è comprensibile... è coglione... ma perché tu dopo tanto che non ci sentiamo mi chiami per quel motivo... ora non dico che avresti dovuto chiedermi scusa, non me lo aspetto da nessuno e neanche da te, è passato troppo tempo... non hai capito allora e non lo capirai adesso... la prossima volta che mi chiami però fallo per qualche altro motivo e cerca di darmi un pò di fiducia se ci riesci... ci tengo a te, ti voglio bene e non ti dimenticherò mai.
Comunque quei coglioni li becco, tutto al suo tempo...
 
                                                                           11/06/2009
                                                                      Del Prete Roberto

Io non sono pazzo

 
 
Non credo di essere pazzo! Vivo di emozioni...
Se passo davanti ad un negozio e dall'interno mi arriva una musica che mi piace ballo;
Io vado a trovare un amico e stiamo insieme tutta la notte senza pensare che il giorno successivo lavoro e la sera successiva esco e faccio tardi e l'indomani lavoro ma non sono pazzo.
Sono uno che passa intere giornate in un posto disperso, immerso nella natura per parlare con me stesso e scrivere di me, ma non sono pazzo.
Sono quello che conosce una ragazza su internet e ci sta le ore al telefono e muore dal desiderio di conoscerla e lascerebbe tutto per starle vicino in un momento difficile ma non sono pazzo...
Pazzo è chi lascia passare un emozione senza viverla perché ha perso un'occasione per essere vivo.
Pazzo è chi vive in base al proprio lavoro e non lavora per godersi ciò che vive.
Pazzo è chi non ascolta musica, chi non si ferma a pensare, chi non ascolta il mare, chi porta rancore, chi non dichiara il proprio amore alla persona con cui vive perché "è troppo presto", chi non legge libri, chi non lotta per un'idea, chi lotta per una terra, chi sceglie di vivere da solo...
Io non sono pazzo! Sono istintivo, questo è vero, sono un sognatore, un giullare, un curioso, un eterno distratto e perché no... un grandissimo coglione!
Ho lasciato che un sogno divenisse un bel ricordo... cosa c'è di più spregevole di farsi del male da soli? Guardarsi allo specchio e non riconoscersi nell'immagine riflessa, odiare quell'immagine perché quel sorriso non riflette la rabbia che hai dentro?
Io non sono pazzo! Lo sarò!
iprederò la spugna gettata, lotterò per non gettarla mai più e, se il fato vorrà, ciò che credevo essere una stella irraggiungibile diverrà la mia stella e sarò pazzo di lei!
 
                                                                                           21/04/2009
                                                                                                                           Del Prete Roberto
 
              

La festa del papà

Quando al mattino me svejo de botto
ancora assonnato, svogliato e distrutto
penso he tutto c'ho voja de fà
tranne che arzamme p' annà a lavorà,
dico: "Mo chiamo e me invento quarcosa
così nun me arzo e me ne sto a casa."
poi penso a mi padre che sta a lavorà
co' tutti i problemi e l'acciacchi che c'ha
che da quarant'anni sapete che fa?
se arza de notte pe' facce magnà,
torna alla sera che è stanco e stremato
e in quarant'anni nun s'è mai lamentato.
S'è fatto 'na casa, c'ha dato un futuro
facenno per anni un lavoro assai duro,
andando pe' mare, lontano dar monno,
guardando ogni tanto 'na barca annà a fonno,
rischiando la vita pe' la famiglia
lontano da tutto, pensando a noi figli
che semo cresciuti cor pane fra i denti
ben educati, coccolati e contenti;
co' un padre speciale con cui poi parlà,
puoi sfottelo, ride, incazzatte e scherzà.
Lui è speciale, un esempio de vita,
nun sai che fortuna che c'è capitata.
Me fanno ride quelli viziati
co' l'auto sportiva e i vestiti firmati
pagati dal "papi" mica sudati,
poi se lamentano p'ogni stronzata
che pare che a loro ogni cosa è dovuta.
A me m'ha insegnato altri valori
e nun faccio caso ai beni esteriori.
 
Quando al mattino me svejo assonnato
penso a mi padre e me sento rinato
Lo so che pe' lui er mejo regalo
semo noi figli che se lo baciamo...
 
Oggi, alla festa de San Giuseppe
vò fatte un regalo che nun t'aspetti...
è giusto che oggi a nient'altro penso
che a faje er regalo più bello a Vincenzo...
 
Te scrivo 'na cosa, nun spenno un quadrino
poi te la leggo e t'ammollo un bacino,
"Vedrai che je basta, lo faccio felice"
penso nel mentre che scrivo 'ste righe.
 
Quindi papà... che te volevo dì...
Ah, auguri de core.... tutto qui....
 
                                                19/03/2009
                                              Roberto Del Prete

alle 5:30

Mentre fori sento l'ucelletti
che cantano all'unisono su un ramo
noi restamo qui a giocà a mazzetti
io che ce provo e dico che te amo
Intanto er sole già fa capoccella
s'è fatto giorno e nun me ne so' accorto
fra un ciguettio, 'na scala e 'na pinella....
se dimo: "So le sei, è quasi ora che sorto!"
er tempo de scambiasse l'indirizzo,
guardà 'na foto e ditte che sei bella
e m'aritrovo come 'no sgugnizzo
a ditte: cucciola, tesoro e colombella.
Non so se è giusto come l'ho impostata
nun t'ho mai vista viva fino ad ora,
me piace er modo come sei arrivata
tutto un sorriso che nun me pare ancora.
Col viso tuo ce farei un quadretto,
lo appiccherebbi al muro in camera da letto
e tutti i giorni giuro, appena sveglio,
lo guarderei e je darei un bacetto.
Così te vedo tesoruccio mio,
abbracicati al petto stretti stretti
te darei un bacio che sa solo Dio
e poi dumila baci e mille affetti...
 
                                                  24/03/2009
                                                  Roberto Del Prete
 
 

Io nun piango (Califano)

La più bella poesia mai scritta e portata in musica

 

 

LA PARTITA DELLA VITA

 
LA PARTITA DELLA VITA
 
Quanno vai a vedé la Roma
c'hai 'na strana sensazione,
comme quanno stai a entrà in coma
e lo stadio è la luce, 'na visione.
Sul vialone devi core,
dentro ce sta già l'inferno,
te faccio strada in mezzo alle persone
e il core mio nun vò sta fermo:
batte e sarta all'impazzata,
me se strologa nel petto,
la partita è già iniziata,
me la guardo e so' contento.
All'uno a zero er sogno vola,
pare tutto già finito
ma stamo ancora alla mezzora,
manca un'ora d'infinito.
Alla pausa mangio in fretta,
già lo so che il tempo vola,
ma sta notte nun m'aspetta
e a te sfugge 'na parola.
Te correggi in un sorriso,
io nun parlo, resto zitto
non te vojo guardà in viso
me lo immagino arrossito
e si te guardo so' sconfitto...
me ce perdo in quell'occhioni,
quello sguardo da innocente,
so' tentato dall'ormoni
a datte un bacio prepotente.
La partita va ai rigori,
tra un bacetto e 'na carezza
poi Tonetto tira fori
e noi amio perso... che amarezza.
Lì per lì m'è dispiaciuto,
dentro ar core ce credevo,
cara champions te saluto
a 'startr'anno si Dio vole.
Nel frattempo torno a casa,
sempre mano nella mano,
la strada è lunga e pé gustalla
me la faccio piano piano.
Non vorrei che famo tardi
e nun te vojo lascià presto,
vojo ancora che me guardi
nun me importa tutto il resto.
E' una notte de magia
e nun vojo che finisce,
vorrei fosse l'albagia
dal mio sguardo se capisce.
Mo te lascio, sei arrivata,
vorrei un bacio sulla bocca,
poi ce penso e cambio strada
è la guancia che m'attocca:
"E' più giusta l'innocenza
associata a quel visetto,
poi magari chissà che pensa...
vado a letto più contento"
C'ho la gioia de un bambino
quando penso a come è andata,
sogno la prossima vicino,
sogno un senso a 'sta serata.
Non vorrei che pensi a male
non sto fòri de capoccia,
è 'na cosa naturale,
io ce provo poi se sboccia...
 
                                          13/03/2009

'na donna accanto

Quanno un fiore sboccia da un sorriso
portando tra li petali un bacetto
pare che se illumina sur viso
la favola di un sogno dentro al letto.
Pare de sentisse quer calore 
che passa tra un abbraccio e 'na carezza
quel soffio caldo che sobbalza ar core
quell'occhi che trasmettono dolcezza.
Pare 'n artra vita co' 'na donna accanto
prende n'artra forma e te se gira er monno
è per questo che te dico:"Sei 'no schianto!
Te vojo bene e nun te lo nasconno.
 
                                                   10/11/2008
 

ombre della paura

C'è un volto grigio
sotto il grigio di questo cielo.
Sono ombre di paure
che non ci lasciano mai,
strascichi di sogni
che ti seguono nei giorni
che seguono il buio.

la frana

La mia vita è in ritardo sulle mie capacità di viverla.
Come un palazzo che crolla e tutti si affannano a scavare nelle macerie e alcuni prendono il primo aereo nella speranza di salvare una vita, sono quelli che, pur sapendo di essere arrivati tardi, sperano di non tirare fuori dall'inferno corpi privi di anima e vanno ammirati per questo... ma io... che ero lì due ore prima del crollo, a debita distanza dalle mie responsabilità, io che "l'avevo detto che crollava"... corro lì dove ci sarà il prossimo crollo per salvare me stesso dall'orrida visione di un cedimento... il fumo, le macerie, le urla di una madre sfranta sul volto di un figlio che non c'è più, il volto del figlio che dorme beato ignaro che non vi sarà alcun risveglio. Queste sono immagini terribili al solo pensarle. Chi, dopo aver visto scene simili si lascerebbe violentare dalle stesse immagini una seconda volta? Non io...
Io sogno ogni notte di rimanere schicciato sotto cumoli di macerie grigie e nessuno piange sul mio corpo esanime.
Nel prossimo crollo avrete un corpo in più da riconoscere, e capirete che sarà l'ultimo dei crolli perché io non ci sarò più.

Cosa ho imparato

Ho imparato che un sorriso è il modo più economico per migliorare il proprio aspetto,
ho imparato che bisogna dare consigli in due sole occasioni:
quando è richiesto e quando è in ballo una vita.
Ho imparato che la felicità fugge da chi serba rancore,
ho imparato che non puoi decidere come ti senti ma puoi fare qualcosa per migliorare
Ho imparato che tutti vogliono vivere sulla cima della montagna
me l'esperienza e la crescita la fai  mentre la scali.
Ho imparato a dare per primo e ad essere pronto a non ricevere,
ho imparato che le persone che sono pronte a darti qualcosa di vero sono persone vere.
Ho imparato a farmi una prima impressione di una persona
e ad essere pronto a cambiare idea conoscendola.
Ho imparato cosa vuol dire rispetto
quanto vale la fiducia,
quanto è cara la sincerità.
Ho imparato a ridere di me stesso togliendo agli altri il gusto di farlo.
In tutti questi anni ho imparato molte cose,
so che in futuro quello che ho imparato oggi non conterà un cazzo
perché imparerò molto altro e cambierò idea su quello che ho imparato fin ora.
 
 
                                                                                     1/10/2008
                                                                                 Del Prete Roberto
 
 
             
 
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